| Giacomo's profileDEFENDING CCCPBlogLists | Help |
|
3/19/2009 The long run Esci di casa.Chiudi con il solito mazzo di chiavi,prendi le valigie,riempite metà la sera prima e metà la mattina stessa,mentre ripeti dentro di te l'anatema per il quale sicuramente hai scordato qualcosa.Hai cercato di razionalizzare tutto quello che ti sarebbe potuto occorrere,ma ogni volta ti arrendi all'evidenza di aver lasciato qualcosa di cui sicuramente ti pentirai.Prendi l'ascensore,concentrato su come sistemare i bagagli nel cofano.Arrivi,apri il cofano,stipi i bagagli.Che ovviamente non c'entrano.Bestemmieresti nell'ordinario,ma partire non è mai ordinario.Sorridi tra te e te,carichi sul sedile del passeggero.Apri la giacca,levi la giacca,posi la giacca.Inserisci le chiavi.Giri leggermente la chiave verso destra,senti il primo pistone scalciare col suo suono caratteristico,che sembra dire "Aspetta,ora ci muoviamo,dammi un secondo".Rombo regolare.In quel preciso momento,senti di essere già diverso dal solito.Scordi la routine,pensi all'extra-ordinario che ti aspetta.Guardi l'orologio,distrattamente.Lo riguarderai spesso.Esci dalla strada di casa,compi meccanicamente quei gesti abituali che ti indirizzeranno verso la Direzione.Quale,non importa.Sai solo di dover arrivare,in quel momento.Lasci le solite strade,lasci la città,ronzio sommesso dei tuoi ultimi pensieri razionalmente irrazionali,quel "Ne varrà la pena?" di rito,quel senso di nostalgia e di pentimento che ti attanaglia ogni volta che agisci guidato dall'emozione del cambio di luoghi,senza sviscerare i contenuti della partenza.Li scacci quando un Tir ti lascia alla tua sinistra,sul nastro d'asfalto circondato dal verde della campagna laziale.Non importa la distanza da percorrere,10,50,500,2000 chilometri.Sai che DEVI andare,ti sei impegnato.Godi incosciamente della seccatura.Qualsiasi sia lo scopo,è sempre frustrante,quell'intermezzo di catrame,e allo stesso tempo è soddisfacente proprio per questo.Quando realizzi ciò,accendi finalmente la radio.Il cielo è di un azzurro che ti ricordi solo a 10000 metri d'altezza,i cumuli bianchi,che sembrano piumoni raggomitolati,ti ricordano quanto sarai stanco quando arriverai,e il pensiero di spegnere finalmente il motore si lega con quello di sgranchire le gambe,andare ad un bar indigeno,prendere un caffè diverso dal solito,farti un cicchetto per distendere i nervi,rimasti tesi per ore,e incontrare finalmente tutti.Cade veloce,senza resistenza aerodinamica,da un'altezza pari alla distanza che manca,il pensiero di come ti relazionerai con chi ti aspetta,chiunque sia.Si accende la luce della checklist mentale,pensi a che strade puoi fare,al traffico da evitare,alla musica da mettere,al meteo avverso che ti aspetta al varco,ai controlli della Polizia,che ti sembra oppressiva quanto la Santa Inquisizione,per il fatto che possano rompere la poesia della relazione solitaria con i vari ambienti che lambirai,prima di arrivare.Quaranta minuti di pensieri razionali.Alla duecentesima volta che riguardi l'indicatore di acqua e olio,per distrarti preoccupandoti per qualcosa,quando sei finalmente convinto che va tutto bene,finalmente rimandi i pensieri a dopo.Guardi fuori,sei sulla linea costiera.A ovest,riflessi argentei ti ricordano che non sei il solo a viaggiare,petroliere cariche di marinai che non vedono casa da mesi ti fanno desiderare di essere con loro.In alto,una scia di condensazione di un aereo,che sfreccia verso mete lontane.Intanto,la radio manda un motivo soft sconosciuto,che non apprezzeresti di solito,ma ti culla con le sue note classiche,clichet piacevoli quando tutto il resto è imprevedibile.Mano destra sull'accendino elettrico,leggera pressione senza guardarlo.Aspetti con ansia lo schiocco che produrrà a breve,intanto tiri fuori il tuo veleno personale,sigaro o sigaretta,a seconda dei gusti.Il ruvido del tabacco in bocca,l'aroma compressa che senti desidera essere liberata dal fuoco.Il calore del sole sull'altra mano,stretta sul volante.Accendi,prima boccata:odori e sapori familiari,quel tanto di sicumera in più che non guasta.Mano destra fuori dal finestrino,l'automatismo della cenere che vola via da sola innesca qualcosa.Mano sinistra sul cambio,piede destro su acceleratore,graduale ma decisa pressione,piede sinistro su frizione,brusca spinta,mano sinistra su cambio.Rapida ascesa di marce.Freccia a sinistra,velocità che cresce.Strada vuota,pochi ti fanno compagnia sul tappeto nero.La guida si fa più performante,i gesti più precisi,i pensieri si riducono a un lumicino,l'istinto ti prende e ti tenta a superare quel limite che ti sei autoimposto.Senza fatica ti tieni a freno,ora sei rilassato.Sei stabile,sei in crociera.Lasci riaffiorare i pensieri su ciò che dovrai fare.Il gusto del viaggio è questo,preparare le cose poco per volta,mentre ti muovi,mentre ti affanni a raggiungere un luogo.Pensi alle reazioni dei tuoi amici,colleghi,conoscenti,sconosciuti,quando vi riunirete.Di cosa dovrete parlare,cosa dovrai discutere,che discorsi evitare,che linea di pensiero tenere.Metabolizzi tutto.Fai il piano di battaglia,cogiti e ragioni su ogni dettaglio,lo stesso atteggiamento che tieni guidando lo riesci a vedere applicato a tutta la vita circostante.I pensieri si susseguono lucidi,veloci e lineari come le strisce bianche al centro della strada sotto le ruote.La musica è lo spazio divisorio nero,ti suggerisce il prossimo pensiero.Metafore,sensazioni,stati d'animo uno dietro l'altro.Sguardo fisso sui pensieri e sulle strisce bianche sotto le lenti nere degli occhiali da sole.Le palpebre non sbattono,per timore di cancellare quell'atmosfera.Ore dopo,sei ancora concentrato,quando il sole cala sull'orizzonte,e il rosso dell'atmosfera ti spinge verso emozioni più intense.Senti la voce della tua razionalità dire "Se hai bisogno,chiama",ma tu non chiami,non fino a quando scenderai dal veicolo.Macini i chilometri come noccioline.Sei distante da casa,cominci a pregustare la sensazione di arrivare.Il tepore di un'abitazione,il calore umano della gente,i sorrisi e gli insulti,le schermaglie e le gentilezze.Acceleri sempre più,vuoi essere là.Manca poco,lo senti prima di saperlo.Ultime stradine,di montagna impervie e strette o vialoni sul mare inondate di iodio e allegria di gente sche sfreccia lontano fuori dai finestrini.Vedi il cartello della tua destinazione,rallenti sempre più,le strade si riempiono di tuoi simili intenti ad arrivare.Sei davanti alla tua nuova casa,per qualche giorno.Spegni il motore.Spegni la radio,l'incertezza della musica che passerà.Spegni l'imprevedibile.Quando apri lo sportello,sei già tornato alla tua vera casa,sei il solito uomo freddo,distaccato,cinico e sconsolato.Scarichi le valigie,nessuno che ti aiuta,sai già che i primi sorrisi ti faranno innervosire.Tutti buoni a sorridere,quando non porti 20 chili di valigie sulle spalle.Rapidamente,tutte le tue aspettative,congetture,sensazioni,ottimismi,desideri,spariscono come la brace di una candela appena spenta,nel momento stesso in cui varchi la soglia della residenza,lasciando dietro di sè solo il buio e quell'odore insopportabile di speranze bruciate.I tuoi piani di battaglia spariscono come i titoli di un film quando le luci in sala si accendono.Rotta la magia,non rimangono altro che ombre e rimpianti.Gli stessi che sentirai ripartendo,dopo qualche giorno,quando rianalizzerai,facendo il percorso inverso,tutte gli episodi avvenuti in quei giorni fuori sede,quando eri un po' più te stesso e un po' meno ciò che il mondo vuole da te.Rientrerai nella tua vera casa col desiderio fortissimo di ripartire di nuovo,di scappare da quella persona che vive assieme a te tutti i giorni,minacciandoti continuamente con l'arma dell'insuccesso.Poserai le valigie nell'ingresso,accenderai un'altro sigaro od un'altra sigaretta,uscirai di nuovo e finirai in qualche luogo che ti possa dare quella sensazione di asilo per ancora qualche ora.Tutte le volte,quando torni da una vacanza,hai bisogno di un'altra vacanza,o di un'arma di calibro maggiore da dare al tuo Io Abitudinario per minacciarti al punto di farti dimenticare quella spensieratezza. In quei momenti,capisci che sarebbe bello essere abbracciati da qualcuno che ti è stato a fianco sul sedile del passeggero,che ti passi la mano tra i capelli e dica che,tutto sommato,le due persone che agiscono così diversamente a seconda della circostanza sono le stesse,e che adora moltissimo entrambe.Addormentarsi in quel mare di capelli intrecciati,stretti in un abbraccio che ricomponga i pezzi della tua vita.Ma a fianco non c'è mai nessuno,ti giri a destra e vedi solo una bottiglia di bourbon,che farà da liquido di sviluppo per quei ricordi,impedendo loro di deteriorarsi quando esposti alla luce inattinica della fottuta quotidiniatà. Comments (3)
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://defendingcccp.spaces.live.com/blog/cns!700B3D2D76A86450!1354.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|